Isopropyl ThioXanthone: un protagonista scomodo?



Il recente caso del latte ritirato dal commercio, ha fatto conoscere all'opinione pubblica l'isopropyl thioxanthone (ITX). Tutti ne parlano, si è discusso se veramente possa essere dannoso per la salute umana. Diamo uno sguardo per capire di che cosa si tratta.

Dai giornali e dai notiziari in TV, si è sempre sentito dire che l'ITX (Isopropyl ThioXantone) è un inchiostro usato per le stampe.

Immagine - 1 - Molecola del 2-Isopropyl ThioXanthone Immagine - 1 - Molecola del 2-Isopropyl ThioXanthone, CAS Registry N. [5495-84-1].

In realtà si tratta di un additivo utilizzato come fotoiniziatore, un promotore della polimerizzazione radicalica, in termini tecnici, è utilizzato per il curing per sistemi optoelettronici.

Inoltre, esiste un'estesa bibliografia che descrive l'uso e l'azione di queste molecole, tra i quali sali di thioxanthone, nelle applicazioni di packaging alimentare (cartoni per il latte, buste, ecc.).

La funzione della molecola è quella di promuovere la polimerizzazione attraverso l'assorbimento della luce UV (ultravioletta), con un massimo a 382nm (1nm=10-9m).

Recenti studi hanno confermato che l'uso di additivi come ITX, assicurano una velocità di curino elevata per inchiostri e vernici senza lo sviluppo di cattivi odori e di sottoprodotti pericolosi.

Lo sviluppo odierno considera anche l'uso di fotoiniziatori polimerici, per garantire una maggiore tollerabilità.

Tornando a considerare l'ITX, la relativa scheda di sicurezza MSDS Material Safety Data Sheet), si legge che per inalazione sono possibili, per esposizioni eccessive, irritazioni del tratto orale.

Sebbene non ci sono effetti noti per animali e/o uomini di effetti per contatto oculare, si sospetta che l'ITX possa essere irritante.

Si deduce, cioè, che la sostanza non sembra possedere effetti seri e drammatici sulla salute umana.

La sostanza richiede, quindi, normali misure di precauzione.

Bisogna ricordare che queste informazioni sono particolarmente suggerite per chi usa questa sostanza in modo diretto (laboratorio, produzione).

E' giusto domandarsi se questa molecola puè rappresentare un pericolo per la nostra salute, ma tutto fa supporre che non ci siano grandi controindicazioni.

Probabilmente, come ogni sostanza, è la quantità che rappresenta il fattore determinante.

Come diceva Paracelso: "Tutto è veleno, niente è veleno, solo la dose è veleno!".Dunque, restiamo calmi ed aspettiamo i responsi degli organismi controllori (UE, ISS, ecc.), probabilmente il putiferio creato in questi giorni rientrerè in un "nulla di fatto".

Dobbiamo avere fiducia in chi produce e gestisce il packaging alimentare, dietro ad un semplice sacchetto di plastica si nasconde una tecnologia avanzata.

Nonostante l'opinione comune consideri i prodotti chimici come un'interferenza, la chimica moderna pone la sicurezza e la bio-compatibilità come obiettivi primari, anche a seguito dei controlli che sono, ormai, capillari e diffusi.

Bibliografia

"Photoinitiator system for concurrent radical and cationic polymerisation", Pure & Appl. Chem., Vol.60, N.7, 1038-1988;

US Patent 5463084, WO03/008404 A2, US Patent 4161478, US Patent 5374697, alcuni dei tantissimi brevetti che trattano i fotointiziatori;

Sitografia

Classificazione dei fotoiniziatori - PDF file, 468Kb www.sigmaaldrich.com/img/assets/3900/Photoinitiators.pdf

Interrogazione parlamentare su presenza ITX nel latte italiano per i bambini del 12/12/2005 Commissione Europea [PDF file - 101,33Kb] documento commissione europea presenza ITX nel latte dei bambini

Risposta all'interrograzione parlamentare su presenza ITX nel latte italiano per i bambini del 24/01/2006 Commissione Europea [PDF file - 93,83Kb] documento di risposta della commissione europea sulla presenza ITX nel latte dei bambini

European Food Safety Autorithy http://www.efsa.europa.eu/,


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