Dal Cnr un depuratore a basso impatto



Si nasconde sotto l’impronunciabile acronimo SBBGR un nuovo sistema di trattamento delle acque di scarico, sviluppato dall’Irsa del Cnr e premiato oggi a Roma, presso il Tempio di Adriano, durante la cerimonia conclusiva della prima edizione del Premio Impresa Ambiente, nato con l’obiettivo di incoraggiare il mondo dell’industria, così come gli enti pubblici o privati, a realizzare prodotti e servizi con una particolare attenzione alle tematiche ambientali. Il Sequencing Batch Biofilter Granular Reactor, questo il nome per esteso, permetterà ai grandi e piccoli centri urbani di eliminare gli inquinanti dalle acque di scarico con un notevole abbattimento dei costi e rispettando le più severe prescrizioni ambientali recentemente formulate dalla Unione Europea.

"Anche se attualmente i sistemi di depurazione delle acque di scarico del tipo a fanghi attivi rimangono di gran lunga quelli più utilizzati," dice Roberto Ramadori, ricercatore Irsa che, assieme al collega Claudio Di Iacono ha ricevuto il premio, "i notevoli problemi di impatto ambientale causati dalla loro conduzione, nonché i costi elevati dei terreni prossimi ai centri abitati, renderanno inevitabile una loro progressiva sostituzione e/o integrazione con processi di tipo innovativo miranti ad ottimizzare i trattamenti dal punto di vista delle efficienze depurative, della flessibilità operativa e dei costi".

In questo contesto l’Irsa sta lavorando da alcuni anni allo sviluppo di reattori con biomasse granulari che, essendo caratterizzati da più alte concentrazioni di biomassa rispetto ai fanghi attivi, offrono maggiori capacità depurative. Con questi sistemi, infatti, è possibile ottenere elevate concentrazioni di biomassa e alti carichi organici registrando nel contempo basse produzioni di fango.

"Nel sistema da noi messo a punto", spiega Ramadori "i batteri si sviluppano in granuli altamente pesanti con una densità fino a 4-5 volte superiore rispetto ai fanghi attivi tradizionali."

"Questo ci permette di mantenere, nell’unità di volume del reattore stesso, una quantità maggiore di biomassa, consentendo non solo volumetrie dei reattori e costi d’impianto assai ridotti, ma anche una minore produzione di rifiuti solidi da smaltire, e quindi anche un minor costo di gestione".

Sarà possibile quindi costruire reattori più piccoli, che produrranno una minor quantità di residui, con risvolti positivi legati alla qualità delle acque, alla minor produzione di odori, rumori e aerosol, diminuendo quindi notevolmente l’impatto ambientale.

Tale tecnologia è stata applicata con successo, oltre che su liquami urbani, anche su scarichi altamente problematici sia l’elevata concentrazione degli inquinanti sia per la presenza di composti ad elevata tossicità e iorefrattarietà, come quelli provenienti dall’industria conciaria e i percolati di discarica.

Le imprese e le organizzazioni vincitrici del Premio Impresa Ambiente, promosso da Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, Ministero delle attività produttive, Unioncamere e Camera di commercio di Roma, parteciperanno alla prossima edizione dell’European business award for the environment, nato sotto l’egida della commissione europea per riconoscere e promuovere le organizzazioni che abbiano contribuito allo sviluppo sostenibile.

Roma, 13 febbraio 2006

La scheda

Che cosa:

Sequencing Batch Biofilter Granular Reactor - Premio Impresa Ambiente

Chi:

Istituto di ricerca sulle acque del Cnr di Roma

Dove:

Tempio di Adriano, Piazza di Pietra, Roma

Quando:

13 febbraio 2006, ore 10

Per informazioni

dott. Roberto Ramadori, Irsa - Cnr, Tel.: 06.88.41.451, E-mail: ramadori AT irsa DOT it


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