Tra i due PFC considerati, il PFOS è stato trovato in 13 dei 49 campioni di latte materno mentre il PFOA è stato rilevato in un solo campione. Questi dati mostrano che il consumo di latte materno non porterebbe i neonati allattati al seno a superare i livelli di assunzione di PFC ritenuti sicuri per la salute. Anche nei prodotti alimentari si è osservata una prevalenza di composti simile a quella del latte materno, con il solo PFOS riscontrato. I prodotti ittici sono risultati la categoria alimentare più contaminata (media di 7,65±34,2 ng/g); le concentrazioni medie di carne e di latte e latticini sono risultate simili tra loro, mentre in tutti gli alimenti a base di cereali, nelle uova, nelle verdure, nel miele e nelle bevande, anche i livelli di PFOS sono risultati non rilevabili dalle analisi.
Miscellanea
Studio pilota sui livelli di contaminanti perfluorurati in latte materno e prodotti alimentari dal centro-Italia
RL
Redazione LSWN
5 giugno 2013 · 1 min di lettura
Difficile
Questo studio riguarda la presenza di alcuni composti perfluorurati (PFC) in campioni di alimenti e di latte materno; quest’ultimo è stato scelto come matrice di analisi poiché rappresenta una delle principali vie di eliminazione dei contaminanti accumulati dall’organismo umano. Nonostante i rischi per la salute associati all’esposizione a PFC e la rilevazione di questi composti in tutto il mondo, poco si sa sulla loro diffusione e distribuzione in Italia.