Un gruppo di ricercatori ha scoperto i frammenti dello scheletro di un uccello preistorico gigante, secondo le stime poteva avere le dimensioni di un piccolo aereo. L’animale si alzava in volo sull’antico territorio dell’Antartide e si nutriva di pesci e calamari.
Immagine 1 - Lo scheletro di un esemplare simile all'enorme uccello scoperto in Antartide. Lo scheletro della foto è esposto presso il Museo Nazionale di storia naturale di Washington, D.C. Credit: By Pelagornis: Ryan Somma derivative work: Haplochromis (Pelagornis.jpg) [CC BY-SA 2.0 via Wikimedia Commons.
I ricercatori hanno rinvenuto un frammento lungo 8,5 centimetri dell’omero dell'uccello (osso dell’ala) sull'isola di Seymour in Antartide occidentale.
Un frammento da record
Nonostante le dimensioni ridotte del frammento i ricercatori hanno subito compreso che il ritrovamento fosse da record; il fossile appartiene all'uccello antartico più antico dai cosiddetti "pseudo denti" o denti che sono un tutt’uno con la mascella.
I risultati della datazione indicano che l’omero dell'uccello risale al periodo dell'Eocene inferiore, tra 53 e 49 milioni di anni fa, scrive il dott. Marcos Antonio Cenizo autore principale dello studio e direttore del Museo Provinciale di storia naturale a La Pampa, Argentina.
L'uccello appartiene ad un gruppo di uccelli marini noto come pelagornitidi (Pelagornithidae), parenti del Galloanseres, un gruppo che comprende ad esempio oche e anatre. Il fossile da record dimostra che gli esemplari del gruppo dei pelagornitidi sono vissuti per circa 60 milioni di anni. Tuttavia questi uccelli si estinsero tra i 2 milioni e i 3 milioni di anni fa, non è chiaro per quale motivo.
Immagine 2 - Il ricercatore Marcos Cenizo tiene in mano due piccoli di pinguino durante gli scavi che hanno portato al rinvenimento dei fossili dei pelagornitidi. Credit: Courtesy of Marcos Cenizo
I pelagornitidi
I pelagornitidi erano enormi uccelli con un'apertura alare che poteva superare i 6 metri. Grazie a ossa leggere e una struttura anatomica particolare questi uccelli erano in grado di volare in mare aperto per molti chilometri, in modo molto simile a quello che fa l'albatro oggi.
Il più grande esemplare conosciuto dei pelagornitidi è il Pelagornis sandersi, scoperto nel 1983 a Charleston, Carolina del sud, durante la costruzione del nuovo terminal dell'aeroporto internazionale di Charleston. Il Pelagornis sandersi aveva un'apertura alare compresa 6,1 e 7,3 metri e aveva un peso tra i 22 e i 40 chilogrammi.
I ricercatori hanno analizzato i resti del più giovane esemplare trovato in Antartide datandoli tra i 41 e i 39 milioni di anni fa. Sono stati rinvenuti i resti fossili di un cranio, l’osso di una zampa inferiore e un omero che potrebbe essere più grande dell’esemplare rinvenuto nella Carolina del sud, questo significa che tale ritrovamento potrebbe «rappresentare uno dei più grandi uccelli conosciuti con pseudo-denti» scrivono i ricercatori nello studio.
Immagine 3 - Mappa della localizzazione della formazione La Meseta e della nuova formazione Submeseta nell'isola di Seymour, penisola antartica, Antartide occidentale.
Sono indicate altre unità stratigrafiche: CVF = Cross Valley Formation; LBF = López de Bertodano Formation; SF = Sobral Formation; WF = Weddel
Formation; SD = depositi superficiali. Credits: Cenizo et al
Probabilmente i due esemplari sono vissuti in Antartide nello stesso periodo tra i 50 e i 40 milioni di anni fa, scrive Cenizo.
Lo studio è stato pubblicato online sulla rivista Journal of Paleontology.



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