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Replay cellulare

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Redazione LSWN 5 maggio 2006 · 4 min di lettura
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Replay cellulare

Replay di una cellula e della sua vita, nascita e sua evoluzione. È del dottor Gary J. Gorbsky della Oklahoma Medical Research Foundation il...

Replay di una cellula e della sua vita, nascita e sua evoluzione.

È del dottor Gary J. Gorbsky della Oklahoma Medical Research Foundation il merito dell'ultima sensazionale scoperta nell'ambito della biologia cellulare: d'ora in poi si potrà fermare il tempo bloccando la replicazione cellulare.

[inline: 1=Immagine – 1 – Gary J. Gorbsky.] Immagine – 1 – Gary J. Gorbsky © Oklahoma Medical Research Foundation.

Secondo lo scienziato e la sua equipe di professionisti, non solo sarà possibile bloccare la crescita cellulare, ma addirittura farla regredire.

Una tale capacità di controllo è sempre stata considerata impensabile finora ma adesso potrebbe essere stata trovata la chiave per far regredire malattie molto gravi e attualmente inguaribili.

Le cellule, infatti, vivono per moltiplicarsi: questo è il loro processo naturale che sta alla base della vita.

È proprio così che ci siamo formati, a partire dall'inizio del nostro cammino, quando eravamo poco più che un'idea di embrione.

La duplicazione cellulare, fondamentale per la crescita e per la stessa rigenerazione dei tessuti avviene a livello di ogni singola cellula, quando la madre si scinde per trasmettere il proprio patrimonio genetico tra le due cellule figlie.

Ma questo processo naturale e affascinante può risultare estremamente dannoso, se a riprodursi sono le cellule malate.

Il team del dottor Gorbsky ha focalizzato le ricerche proprio sulla divisione delle cellule nei vertebrati, osservando inizialmente i processi che si verificano in condizioni non patologiche.

Il secondo passo è stato analizzare come errori nei comandi di scissione promuovano lo sviluppo di anomalie quali i tumori.

Una volta capiti quali possono essere i meccanismi responsabili delle irregolarità, sarà relativamente semplice studiare terapie riparative.

Gli scienziati hanno concluso che un ruolo fondamentale è svolto dal cosiddetto fuso mitotico, una complessa struttura che opera con estrema precisione per garantire i movimenti dei cromosomi nel momento della replicazione cellulare.

Sono infatti riusciti a controllare una componente di questo complesso multiproteico tanto da riuscire a invertire il ciclo cellulare: i cromosomi, infatti, una volta migrati ai poli della cellula madre pronti per ripartirsi nelle due cellule figlie, vengono spinti nuovamente nella zona equatoriale, verso il centro originario della cellula.

[inline: 2=Immagine - 2 - Immagine ottenuta al microscopio elettronico e colorata artificialmente] Immagine – 2 – Immagine ottenuta al microscopio elettronico e colorata artificialmente. È l'atto finale della replicazione cellulare: le due cellule figlie si stanno separando.

Gorbsky ha quindi dimostrato che è possibile agire sulla "filiazione" della cellula, tornare a ritroso al momento della sua duplicazione e bloccarla.

Ha invertito il processo, ritornando all'unione della cellula madre partendo dalle due cellule figlie e dal loro patrimonio ormai scisso.

È riuscito a interferire e a guidare un processo che, una volta innescato, sembrava incontrollabile e inevitabile fino a poco tempo fa.

Un risultato antitetico rispetto a quelli ottenuti dallo studio delle cellule staminali, simbolo della replicazione attiva e rapida, necessaria per la costruzione in laboratorio di tessuti e organi.

Le ricerche di Gorbsky hanno uno scopo completamente diverso: non generare ma ridurre, non stimolare ma bloccare.

La scoperta potrebbe dimostrarsi importante in primo luogo per controllare ed eventualmente bloccare lo sviluppo di alcuni tumori e la loro metastatizzazione; la speranza è anche quella di riuscire a prevenire alcune patologie neonatali.

Le cellule malate, infatti, si riproducono indiscriminatamente, innescando una terribile reazione a catena che trasmette delle "istruzioni" genetiche deviate alle cellule che si sviluppano, espandendo la malattia.

Riuscire a invertire questi processi potrebbe essere risolutivo.

Il team del dottor Gorbsky ha ancora molto lavoro da fare. La proteina individuata, infatti, non è l'unica ad avviare la replicazione.

Attualmente occorre rispettare scrupolosamente i tempi della cellula per riuscire a invertire il ciclo cellulare; almeno fino a quando non si riuscirà a controllare tutte le molecole che intervengono nella replicazione cellulare.

Il prossimo obiettivo sarà quindi individuare tutti gli altri fattori che fanno riprodurre le cellule e che sono, perciò, alla base della vita.

Sarà come schiacciare il tasto replay presente nei lettori cd o dvd ma invece del nostro film preferito a tornare indietro sarà qualcosa di molto più interessante: la nostra vita, la nostra salute, salvaguardandola in anticipo.

Lo scopo finale è arrivare alla scissione "intelligente" delle cellule normali, impedendo quelle aberranti: una selezione "naturale" in laboratorio.

La possibilità di incidere profondamente su alcune gravi malattie, nonché correggere patologie e deformazioni del feto sembra ben più che una timida speranza…

Sitografia

Nature www.nature.com

OMRF - Oklahoma Medical Research Foundation www.omrf.org

Gary J. Gorbsky, Ph.D. Web Page on OMRF - Oklahoma Medical Research Foundation www.omrf.org/omrf/Research/06/GorbskyG.asp

Agenzia Nazionale Stampa Associata www.ansa.it

Corriere della Sera www.corriere.it

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