L'enorme diminuzione del numero di elettori avvenuto nel continente europeo suggerisce che i cittadini comuni sono sempre più tagliati fuori da quelli che sono i processi politici. Può un migliore sistema webcasting, testato dalle autorità locali in quattro Paesi, essere in grado di risolvere questo "deficit democratico" e contribuire ad unire le comunità? Martine Ruzza è certamente convinto di sé. Uno dei membri del progetto ePartecipate facente parte del programma eTen che facilita gli e-service tra i cittadini dell'Unione Europea, mette in evidenza gli elogi che ha riscosso il sistema dai partecipanti a giugno 2006 al congresso "ICT for an inclusive society", tenutosi a Riga, in Lettonia. Evento in cui è stato coniato il nuovo termine di e-democracy. "I portali a senso unico di internet non saranno più buoni per molto tempo" afferma Ruzza "la gente gradisce una comunicazione reciproca con la sua autorità, così che possa consultare documenti, dare giudizi e così via. Il nostro sistema soddisfa tutti questi requisiti".



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